BRINDISI: CUTRUFO, NESSUNA GIUSTIFICAZIONE PER ERODE
Aderisco alla manifestazione contro la violenza al Pantheon. Essere in piazza con il tricolore quale simbolo di unità contro la violenza bieca e cieca che ha colpito con inaudita ferocia la città di Brindisi è la risposta di una Nazione intera che si ritrova unita di fronte al dolore. Il primo pensiero va alla ragazza rimasta uccisa ed alla sua famiglia, insieme alle altre vittime ed ai loro cari. Gli assassini andranno individuati quanto prima e la risposta dello Stato dovrà essere energica e ferma di fronte ad un atto gravissimo ed ingiustificabile
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CRISI. CUTRUFO, PER SUPERARLA RIVEDERE IL PATTO DI STABILITA’
di Carla Isabella Elena Cace
La crisi economica del nostro Paese richiede un inderogabile intervento a favore della crescita. E’ quanto sostiene il senatore del Pdl Mauro Cutrufo che, attraverso un ordine del giorno presentato al Senato, indica soluzioni concrete per contrastare la stagnazione e far ripartire l’economia a livello locale e nazionale.
Vediamo quali sono gli ingredienti di questa “ricetta” che parte da una revisione del Patto di stabilità.
Perché allentare le norme che regolano i vincoli del Patto di Stabilità, senatore?
“Innanzitutto c’è una fortissima pressione che viene dalle associazioni, dall’Anci e dall’Upi. Assistiamo letteralmente ad un paradosso: esistono in Italia comuni virtuosi che hanno in cassa somme consistenti ma che non possono investirle, ad esempio nei lavori pubblici, per via del Patto di Stabilità. Ecco perché noi vogliamo che diventi più flessibile. Si tratta di una iniziativa bipartisan per la quale tutti i gruppi parlamentari hanno prodotto documenti che consentono di investire immediatamente 11 miliardi di euro attraverso settemila comuni. Ciò non significa demonizzare questo Patto che è una garanzia della preservazione del bilancio”.
I riflessi positivi si ripercuoterebbero anche sull’economia nazionale?
“Certamente. Noi abbiamo precisato che l’IMU non è la soluzione e deve essere “una tantum”, altrimenti si trasforma in una sorta di patrimoniale. Abbiamo presentato nello scorso novembre un ddl per sostituire l’IMU con una manovra molto più importante dal punto di vista economico e che non mira al riequilibrio del bilancio ma a quello del debito. Si tratta dell’unica vera mossa per uscire dalla crisi. Il ministro Giarda e il sottosegretario Malaschini hanno già vagliato il testo. Siamo in attesa di risposte”.
Ritiene che l’Europa accoglierebbe bene questa iniziativa?
“Io credo che l’Europa, apprezzate le circostanze e mettendo in circolo questi 11 miliardi che sono nelle casse dei comuni, non avrebbe nulla da eccepire”.
IL PATTO DI STABILITA’ VA RIVISTO.
“Il patto di stabilità va rivisto, per prevedere un allentamento delle norme che ne regolano i vincoli al fine di facilitare la ripresa dell’economia dei Comuni”. Così il senatore Mauro Cutrufo, dirigente enti locali del Pdl interviene in Aula a Palazzo Madama, presentando un ordine del giorno sottoscritto dal partito. “Siamo di fronte al paradosso che i Comuni complessivamente abbiano nelle proprie casse undici miliardi che non possono spendere a causa delle ferree norme che regolano il patto di stabilità – ha detto Cutrufo nel suo intervento. “Questo significa che si bloccano investimenti che altrimenti aiuterebbero la crescita dell’economia dipendente direttamente dalla spesa pubblica. La soluzione è quella di rivedere il patto di stabilità, rendendolo più flessibile ed andando così incontro alle esigenze dei Comuni più piccoli come di quelli più grandi. Del resto sono numerosi i Comuni e le Province che risultano in regola con il Patto di Stabilità e che hanno a disposizione risorse economiche che potrebbero essere utilmente utilizzate per altre iniziative e opere infrastrutturali (l’Anci propone di individuarne 10) ma che, tuttavia, proprio a causa del medesimo Patto di Stabilità non possono essere impiegate. Gli enti locali sono penalizzati anche dalla recente introduzione dell’imu che non consente loro di acquisire importanti risorse, perché i maggiori introiti sono destinati allo Stato. Questa imposta, potrebbe essere utilmente sostituita con provvedimenti atti, soprattutto, a consentire il riequilibrio, non tanto del bilancio, bensì del debito”. Il senatore Cutrufo, peraltro, porta avanti da tempo un progetto per il riequilibrio del debito ed ha presentato su questa materia anche un disegno di legge, grazie al quale – spiega – si potrebbero reperire risorse immediate per 300miliardi, da investire per la crescita. “Rimango convinto che se non si aggredisce il debito pubblico, ogni altro intervento sarà un semplice palliativo. La liberazione delle risorse, unico vero modo per realizzare la crescita, non si ottiene con un rigore contabile fine a se stesso, qual è il pareggio di bilancio, ma con un drastico abbattimento dello stock del debito accumulato. Con la mia proposta per il riequilibrio del debito, condivisa con i colleghi Giovanardi, Rotondi, Barbieri, Compagna e De Luca, si risolve definitivamente il problema Paese. Non pannicelli caldi che bruciano l’epidermide, ma una incisione profonda che estirpi il male. Siamo certi che i cittadini sarebbero disponibili ad un sacrificio economico, a condizione che questo porti la soluzione definitiva. Per questo la nostra proposta è risolutiva e può essere anche sostitutiva dell’Imu. Su questo siamo pronti al confronto, certi che si potrà ridar fiato ad un’economia in così grande sofferenza.
RIVEDERE IL PATTO DI STABILITA’. OGGI CUTRUFO INCONTRA ALEMANNO
Il senatore Mauro Cutrufo, dirigente Enti locali del Pdl oggi è intervenuto sulla revisione del patto di stabilità in Aula a Palazzo Madama. “Bisogna lavorare per rivedere il patto di stabilità, che deve necessariamente essere reso più flessibile, nel tentativo di sostenere le ragioni dei Comuni più piccoli e di quelli più grandi; un intervento, questo, molto atteso dal presidente dell’Anci Graziano Delrio e dal Sindaco di Roma Gianni Alemanno. Cutrufo – fa sapere una nota – oggi incontrerà il Sindaco di Roma Capitale, anche in relazione alla posizione dell’Udc che chiede un governissimo per la Città nella prossima legislatura.
Da “Il Tempo” di oggi
Proposta L’Udc di Ciocchetti getta scompliglio: coalizione con Pd e Pdl
Un «governissimo» anche per Roma
La «grande alleanza» non piace ai partiti. Sarà vero?
In apparenza si trattava di un convegno politico di Udc e Api, «le nostre idee per Roma».
Uno di quegli appuntamenti che riempono le agende dei politici e della politica. E invece, dal palco del Tempio di Adriano il vicepresidente della Regione ed esponente di spicco dell’Udc, Luciano Ciocchetti lancia un vero e proprio “macigno” nello stagno politico capitolino. Prima spara a zero su Alemanno e Zingaretti, poi la proposta: «Una grande coalizione che, alle prossime comunali, si ritrovi attorno a un progetto di sviluppo della città e che individui persone, anche appartenenti alla società civile, in grado di portarlo avanti. Se le elezioni comunali si limiteranno a uno scontro tra Alemanno e Zingaretti significherebbe continuare su una logica di continuità che da 20 anni ha portato questa città a non risolvere i suoi problemi». Andare “oltre” dunque per Ciocchetti significa puntare su un «progetto che non escluda nessuno, ma potrebbe coinvolgere anche Pdl e Pd per un modello nuovo di governo di questa città. A oggi non c’è né accordo, né candidato, c’è il tentativo di creare un’idea di sviluppo diverso di questa città e credo che, da soli, Pd e Pdl non siano in grado di farlo».Di «grande fase di rilancio» parla anche il parlamentare dell’Api ed ex segretario romano del Pd, Riccardo Milana. Tuttavia la proposta di una «grande coalizione» è stata già respinta al mittente. Dei due partiti maggiori tirati in ballo dichiarano il senatore, ed ex vicesindaco, Mauro Cutrufo per il Pdl e il capogruppo alla Pisana del Pd, Esterino Montino. Per il primo l’ipotesi di un “governissimo” che vada dal Pd al Pdl è davvero «fuori luogo», anche perché «i romani come mostrato dai recenti sondaggi danno un’indicazione positiva dell’esperienza della giunta Alemanno. Ritengo dunque – dice Cutrufo – che Alemanno si debba ripresentare al giudizio dei romani e semmai dare più spazio, oltre che alle ipotesi, ai fatti che hanno caratterizzato la sua giunta. Proprio per questo trovo un po’ fuori luogo ipotesi di un governissimo per Roma, in presenza di una candidatura già espressa nei fatti». Montino rivela un «no» secco e deciso «alle grandi ammucchiate. Zingaretti è l’uomo giusto per portare Roma fuori dal pantano in cui l’ha condotta Alemanno». L’idea della grande coalizione viene poi bocciata dai Verdi con Nando Bonessio e dall’IdV con Stefano Pedica. Eppure, chissà, a guadagnarci in termini elettorali potrebbero essere proprio loro. I partiti “minori” e ben caratterizzati sul territorio.





